Oggi mi è arrivata questa mail da un amico e mi è sembrata carinissima, qui si parla di anni passati, di noi insomma, io credo di avere qualche annetto in più perchè la mia storia inizia con i mondiali dell’82…perchè vi dico questo? Leggete e capirete…
Ciao a tutti,
mi hanno inviato questa mail…è davvero carina leggetela e pensate
a quello che eravamo e cosa e chi siamo adesso.
Lo scopo di questa missiva é quello di rendere “giustizia” a una
generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni ’80 (o
qualche anno più o anno meno), quelli che vedono la casa acquistata
allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che
pagheranno la propria fino ai 50 anni.Noi non abbiamo fatto la
Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto
gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e
la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ’90. Per
non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che non abbiamo
ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più
di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto
tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l’ultima generazione che ha
imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a
lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver
giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento
o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato
pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la
cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche
sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le
abbiamo avute dopo i 10 anni. E il bomber? Le All star? Le superga?
Le Clarks? Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei
Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai
gli ultimi a fare la Maturità in sessantesimi e ad iscriversi alle
lauree quadriennali (quelle che valgono veramente) e a finirle in
sei. Alcuni sono anche i pionieri del 3+2… Siamo stati
etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e
i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a
rivederli adesso, vedrai che delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di
Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi,
cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con
Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne
contro la droga. Cresciuti col mito di Van Basten e che hanno visto
San Siro cambiare per Italia ’90. Siamo i primi ad essere entrati
nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa
niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che
nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento
storico. Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto
cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con
la segretaria nella nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani
vittime di Cernobyl. Abbiamoimparato a programmare un
videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a
Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato
un mondo libero. Abbiamo visto prima di chiunque altro il compact
disc, detto anche cd rom ora semplice cd. Gli ultimi ad aver usato
e posseduto un mangianastri. Siamo la generazione di Bim Bum Bam,
di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud
Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e
Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo
emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba
Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le
caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal
Ball (“con Crystal Ball ci puoi giocare…”), delle sorprese del
Mulino Bianco, dei mattoncini Lego, dei Puffi, i Volutrons, Magnum
P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie,
Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i
Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di
Barbie di cartone ma con l’ascensore. La generazione che ancora si
chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che
non ricorda l’Italia Mondiale ’82, e che ci viene un riso smorzato
quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di quest’anno è la
favorita… L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare
il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in
vacanza 15 giorni. L’ultima generazione degli spinelli, delle
canne… Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora
vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini
speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore. Non avevamo
porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a
prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni
per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli
spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c’erano i
cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti
infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci
imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo
bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci
attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai
infettato. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99
canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet,
però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra
tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane
dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le
ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e
giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in
una chat dicendo

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e
abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!
Invia questo a tutti coloro che hanno avuto la fortuna di
crescere come bambini.